“E lo sposo che fa? Manda la pubblicità”

Povero sposo. Sono arrivata a scopiazzare un vecchio slogan televisivo per tirare in ballo questo essere mutante, mezzo uomo e mezzo cartonato.
Ma poi alla fine, cosa fa davvero un futuro marito? Intendo oltre ad esser stato obbligato a fare una proposta di matrimonio (95% dei casi) e ad aver dovuto sborsare soldi per un anello di fidanzamento (80%)?
Io aprirei le indagini.

Si dice in giro che, per tradizione abbia dei compiti ben precisi: com prare le mura domestiche e presentarsi all’altare col bouquet. Punto. Fine dei giochi.
Ah no, dimenticavo. Hanno un altro compito molto arduo da portare avanti nei mesi di preparazione alle nozze, qualcosa che sfiancherebbe chiunque per la pressione, tanto che richiede anni e anni di preparazione psicomotoria: dire sempre “SI” alle proposte della sposa.

Guardate che dover rispondere sempre affermativamente a delle frasi come “Usiamo i sottopiatti in argento anziché quelli in sheffield” oppure “Nonno Gino lo mettiamo seduto vicino alla toilette per i suoi problemi alla prostata”, sembrando perennemente attenti, è roba da premio oscar!
Verrebbe da dire “Leonardo DiCaprio levate proprio”.
Ho visto uomini invischiati in dialoghi su quale tonalità fosse migliore tra “neve” e “gesso” (ebbene si, c’è una differenza abissale, ndr), il cui viso aveva assunto un’inconfondibile smorfia tra la Monalisa di Da Vinci e la Madonna de’ La Pietà di Michelangelo.

Sento già le vostre voci affermare “casomai povere noi che dobbiamo sorbirci il peso dell’organizzazione di un intero matrimonio (ecco perché dovete scegliere una wedding planner, ndr), mica loro che manco l’abito si scelgono”… ma io sento di doverli difendere e affermare due grandi verità.
Qui lo dico (e qui lo nego) che
a) è sempre meglio un cartonato di uno con un cattivo gusto che ha la pretesa di farlo valere,
b) davanti a certe “bridezilla”, alias le spose che assumono le vesti di un dinosauro affamato da millenni, anche io mi farei da parte.
Dai, facciamoci un esame di coscienza generale e ammettiamolo: sappiamo essere pesanti da morire, testarde peggio di muli che Regan del film l’Esorcista in confronto era una dolce bimba con le codette che va alla scuola materna.
Ci piace “dirigere il traffico” e solo il nostro modo è quello giusto, mentre quei poveri fidanzati improvvisamente divengono analfabeti funzionali ai nostri occhi, incapaci di scrivere anche solo il loro nome.

Eppure potreste rimanere stupite dalle capacità organizzative di alcuni uomini, tanto da farvi desiderare di lasciare tutte le scelte più difficili nelle sue mani.
Per carità, spesso e volentieri i primi che non vogliono minimamente essere messi “in mezzo” sono loro, ma è da un po’ di tempo che, al contrario, si è creato un nutrito gruppo di uomini volenterosi e soprattutto pretenziosi di collaborare alle scelte.

Io per prima, sebbene ogni tanto sgrani gli occhi davanti a certe proposte, ringrazio quotidianamente di aver avuto Simone accanto, soprattutto il suo sostegno nei miei momenti di maggiore incertezza e talvolta sconforto.
Da quando abbiamo annunciato il nostro matrimonio, la domanda che mi viene fatta più spesso è “chissà chi te lo organizzerà il matrimonio ih ih ih”. Eh, chissà.
Perché forse vi sembrerà strano, ma quando hai scelto di lavorare in questo mondo, onestamente con difficoltà riesci ad avere la stessa concentrazione e spensieratezza che ci metti per le tue spose. Si tratta pur sempre di lavoro e ci sono giorni in cui preferiresti scappare a sposarti in un’isola deserta col tuo futuro marito, senza nemmeno i testimoni (non me ne vogliate, amici miei). Ecco perché senza dubbio è davvero un enorme aiuto avere un uomo collaborativo accanto.

Simone, detto “Il Santo”, si sta rivelando prezioso, il miglior compagno di avventura che potessi desiderare.
Ha “preteso” sì di voler dire la sua, ma sempre costruttivamente, tanto che in alcuni momenti ho ponderato di far scegliere a lui cose fondamentali perché mi sembrava di non essere in grado.
Gli uomini da questo punto di vista sono toghissimi: riescono a vedere il lato pratico della preparazione e quasi sempre sono i più oculati col budget, cosa non da poco per le spose un po’ mani bucate come me.

Dunque il mio consiglio è di dare fiducia a queste “mosche bianche” nell’immenso mondo maschile, ma soprattutto di provare comunque a mettere in gioco i futuri mariti, anche solo con scelte dedicate come l’intrattenimento per il ricevimento o le bomboniere per i suoi testimoni (per cui magari potrebbero non sentirsi pesci fuor d’acqua).
Sicuramente ci saranno quelli che vi rideranno in faccia e con loro potrete continuare a tenere le redini della situazione, ma al contempo potreste rimanere stupite da un comportamento che, in teoria, dovrebbe essere la norma e non l’eccezione: creare assieme il VOSTRO matrimonio.

Per concludere, rubo un modo di dire ad Elisa Mocci: Chi siete voi? Vi rappresentano davvero come coppia le scelte che state prendendo?
Se la risposta è positiva continuate così, se invece qualche dubbio vi viene, continuate a cercare.
Potreste rimanere piacevolmente stupiti dalle scoperte.

A sabato prossimo.
Maura Letizia