La lista degli invitati: “ce l’ho, ce l’ho… mi manca!”

“Quanti invitati avrete al vostro matrimonio?”
“Massimo 250, ma proprio massimo massimo. ”
Un mese dopo…
“SIMO!! Ho fatto il calcolo totale… siamo 402!!!”

Ecco. Sto immaginando due diversi tipi di facce davanti a questa affermazione: la prima tipologia è sgomenta,
“402?? E  quanti parenti avete?”, la seconda invece è sardonica, “tsé, novellini… vorrei vedervi all’opera con 600 invitati”.
Vi posso assicurare che per noi che desideravamo un matrimonio non dico ristretto, ma carico a palla di amici, una grande festa in un giardino senza troppa rigidità data dall’evento beh, è stato come dover rimettere in moto un motore che si è inceppato.

Tutto ciò mi ha portata a comprendere una grande verità, in questi 6 mesi di organizzazione: non importa qual è la cifra iniziale che ti sei dato, questa tenderà a crescere in maniera direttamente proporzionale, a seconda di chi pagherà le nozze. Chi ha in mano il portafogli, come sempre, può prendere le decisioni.

Siamo onesti: chi non ha mai pensato “anche se me lo pagano i miei genitori, col cavolo che gli lascio invitare chi vogliono. Il matrimonio è il mio”. Ovviamente sappiamo tutti, più o meno, come vada a finire questa diatriba.
E non è vero che è il luogo di nascita a fare la differenza, o per lo meno nel nostro caso non influenza in maniera sostanziosa: sono molteplici  i motivi che possono far aumentare, o ridurre, esponenzialmente il numero degli ospiti di un ricevimento.
Per esempio l’età degli sposi: più saranno adulti, maggiore sarà il potere economico e decisionale; il fattore età inoltre è quello che determina la grandezza dei giri di parentela e di amicizia: più giovane sarà la coppia dei nubendi, maggiore sarà il numero degli invitati “allargati”.

Ecco, oggi vi vorrei parlare un po’ di queste scelte che spesso mettono “in croce” gli sposi e causano non pochi malumori tra le famiglie.

Eh si, perché a meno di aver deciso di organizzare un matrimonio riservato, oppure ancora avendo messo voi il budget per l’evento, vi sarete trovati certamente in uno di questi punti a seguire:

  1. Parenti Serpenti. Alzi la mano chi non si è ritrovato in lista una serie di parenti di cui o non ricordasse l’esistenza, o pur di non invitarli avrebbe preferito donare un rene al mercato nero. Sorridete: al 40% non verranno al vostro matrimonio, al 40% vi rifarete comunque del costo del pranzo. E il restante 20%? Son quelli che mangeranno a scrocco senza farvi nemmeno regalo. Amen
  2. Quanto mi costerà tutto questo? Ecco, questo è un bel problema che nasce quando ci si paga da soli il matrimonio: quasi sempre infatti incapperete nella frase canonica dei genitori “no, ma quelli in più TE LI PAGHIAMO NOI”. Respirate: il tableau mariage lo creerete voi, vendicandovi nel posizionarli il più lontano possibile. Revenge
  3. La ricerca della location. Credo sia strettamente correlata al discorso budget poiché maggiore è il numero degli ospiti, più difficile sarà trovare una location abbastanza capiente. Per lo meno se si desidera variare un po’ sul tema. Mi spiego meglio, per me che vivo a Quartu Sant’Elena, ho 400 invitati di cui un certo tot verranno da Isili e Guspini, è chiaro che sia necessaria una ricerca a più ampio spettro, anche correlata alla distanza da percorrere. Inoltre non puoi non tenere conto di quel 10% di invitati anziani che non ameranno il casino della festa e vorranno sedersi a mangiare il prima possibile. Vanno poi considerati gli agenti atmosferici: ok sposa bagnata, sposa fortunata, ma dovendo incappare in una maestralata di quelle tipiche Cagliaritane durante un matrimonio all’aperto, caricate in anticipo scorte di plasil per tutti i commensali, preda di una papabile congestione. Allargati e allagati
  4. E se poi si offende? In questo range non comprendiamo mica solo il parentado, ma anche amici, colleghi e conoscenti dei nostri genitori. In poche parole tutte quelle persone che trasformeranno il vostro matrimonio “in una questione d’onore”. Aggiungiamoci anche i conoscenti che vi hanno invitato al loro matrimonio e non invitandoli, creereste un danno equiparabile all’assassinio di Francesco Ferdinando che diede il via alla prima guerra mondiale. Il Padrino
  5. Così tanti/pochi? Le persone attorno a voi avranno comunque di che stupirsi in riferimento al numero degli invitati. Pur non dovendovi sentire in dovere di dare spiegazioni, inizierete a balbettare qualcosa o sfrutterete una frase ormai rodata per chiudere in fretta l’argomento. Con buona pace della gastrite. Cantilena

Una settimana fa circa ho pubblicato sui social uno schema utilissimo che ho trovato online. Voglio riproporvelo anche qui, con la speranza che vi aiuti a compilare La Lista degli Invitati (del Diario della Sposa, ovviamente) senza eccessivi intoppi. 

Mi piacerebbe dirvi che non fa differenza avere pochi o molti invitati, ma si sa che non è così soprattutto alla luce di quale sia sempre stato il vostro desiderio. Vale comunque la regola che, se proprio non ve ne frega nulla di quegli invitati, potete elegantemente evitarli, ovviamente senza fare i cafoni.
Il regalo ve l’hanno pur sempre fatto, che è come dire “il pasto se lo sono comunque pagato”.

Vi aspetto sabato prossimo.

ML