L’ansia da Partecipazioni: inizia il countdown!

Avete presente quel particolare momento nella vita di una persona in cui ci si è giocati il tutto per tutto e non rimane che attendere il risultato?
Ecco, il momento che segna il “punto di non ritorno” nell’organizzazione di un matrimonio è LA CONSEGNA DELLE PARTECIPAZIONI.

Si, state pensando che io sia matta perché “vuoi forse dirmi che tra abiti, location e cerimonia tu ti preoccupi per quelle?”.
(Sto annuendo molto velocemente con la testa e la mia bocca è tirata in un sorriso dai denti serrati.)
Si. E voi parlate così solo perché forse non avete mai provato “l’ansia da partecipazioni”.

Credetemi, non sto parlando di lavoro, ma di emotività pura.
Chi mi ha fatto riflettere è stata la mia amica Paola venerdì scorso, quando mi ha raccontato di questa sensazione d’ansia che ti apre tutto d’un tratto gli occhi e d’improvviso ti rendi conto che “sta succedendo davvero”.

Ebbene, oggi è successo anche a me. Dopo una settimana di stress da “le stampano tutte tranne le nostre”, oggi mi sono trovata faccia a faccia con loro: 12×18 cm circa, doppia fustella, cordonatura su carta Acquerello avorio.

Le nostre partecipazioni.

Lavoro di mesi, sempre in tandem col fido Andrea e, stavolta per ovvie ragioni, anche con Simone.
Nel viaggio di rientro dall’azienda l’ho guardato e, tra il timore e il brodo di giuggiole, gli ho domandato se anche lui stesse provando quell’ansia nuova.
Lui mi ha guardata e, impassibile come sempre, mi ha risposto “perché mi dovrei ansiare se so già a cosa sto andando incontro?”. Come potrete immaginare, dopo questa risposta un po’ l’ho amato e un po’ l’ho odiato per avermi fatto venire i sintomi della gastrite nervosa.

Insomma, le emozioni hanno preso il sopravvento. Perché non si tratta solo di carta, qui dentro c’è la promessa che due persone stanno per suggellare per la vita. E bisogna crederci davvero che sia per la vita, altrimenti che senso avrebbe fare tutto sto casino per organizzare un matrimonio?

Per esempio: voi avevate mai pensato a come le avreste volute le partecipazioni? Anche questa è una fase organizzativa.
Io ammetto di averle sempre immaginate diversamente, ero sempre stata convinta che avrei desiderato delle partecipazioni classiche, scritte a mano o con la stampa a caratteri mobili, su una bella carta cotonata.

Ma anche loro, come il resto del matrimonio, devono rappresentare in pieno la coppia.
Ok, forse Simone non sarà proprio simile ad un fiore acquerellato, ma ogni dettaglio è stato scelto assieme: dalla fustella di taglio, passando per i fiori e i loro colori, per finire con i due font.
La nostra storia personale e lavorativa si intreccia in ogni fase del montaggio, in ogni foglio che compone l’insieme.

Ovviamente non è stato semplice crearle, sarò sincera: ci siamo confrontati prima di arrivare alla partecipazione definitiva, anche scontrandoci; e visto che ci siamo, ammetterò anche che tra le varie idee di Simone, la più plausibile e stramba al contempo conteneva il faccione di Gigi Dag in un biglietto musicale con l’Amour Toujours registrata.
E i nostri nomi, ovviamente.
… E diciamo anche che ho rischiato di cedere, almeno in parte, ma alla fine ho tenuto duro per il bene dei fiori acquerellati.
E della mia reputazione.
E di mia mamma che mi avrebbe fatto rinchiudere per oltraggio all’eleganza.

A proposito di eleganza, care mie colleghe sposine, in chiusura voglio darvi un consiglio: nel coordinato delle partecipazioni ultimamente non vediamo quasi più i cari e bei “biglietti di ringraziamento”.
Sisi, lo so, molte di voi non hanno nemmeno idea di cosa io stia parlando, ma “TU, cara sposina che possiedi Il Diario della Sposa” dovresti saperlo.
Attenzione, lungi da me fare la vecchia bacchettona troppo legata al Galateo, provate dunque a seguirmi nel concetto.

Se una persona mi fa un regalo, la prima cosa che faccio (o dovrei fare) è ringraziarla, no?
Ecco, perché allora è quasi sparita l’usanza di comunicare personalmente il ringraziamento per quel set di pentole o per quella notte a Los Angeles nel viaggio di nozze, ricevuti come dono di nozze?
Non volete perdere tempo (ed effettivamente soldi) nello spedire biglietto per biglietto? Che barba dover scrivere a mano 200 biglietti?

Fatevi furbi! Create (o fatevi creare da subito) una grafica carina da inviare via email: perderete 5 minuti di tempo per ringraziare ogni persona, ma ci guadagnerete in simpatia e classe.
Nessuna scusa relativa nemmeno alla paura di dimenticare “chi vi ha regalato cosa”? Ecco due tecniche facili facili per aiutarvi: la prima consiste nello scrivere nel biglietto allegato al regalo fisico cosa vi è stato regalato di preciso (vale anche per i soldi, ovviamente), la seconda è utilizzare Il Diario della Sposa.

Facile no?

 

A presto, ci “leggiamo” nel 2018!

Tanti auguri da me e dallo Staff de’ Il Diario della Sposa.

ML