Benvenuto maggio e -1 mese al nostro SI!

“-1 mese” è il conto alla rovescia che stanno facendo tutti quelli che ruotano attorno a questo matrimonio.

Diciamoci la verità: non ne può più nessuno di sentire le mie risposte acide per niente, anche gli altri finalmente smetteranno di sembrare esauriti senza motivazione, ma soprattutto vedranno la parola FINE i lavori nella nostra casetta.

ILLUSA.

… e invece no, perché i lavori termineranno forse a fine estate, io continuerò ad essere esaurita perché sono così dalla nascita e la gente attorno a me troverà altri motivi per sclerare ugualmente senza motivo.

Ok, vi starete chiedendo il perché di questo incipit, perciò vi risponderò subito.

Ecco, credevo sarebbe stato diverso questo percorso verso il 2 giugno. Speravo di riuscire a godermelo di più, di non sclerare ogni due minuti sentendomi perennemente sotto ai riflettori e spesso non capita per le decisioni prese.

Organizzare un matrimonio non è mai una passeggiata, ma quando caratterialmente non ami essere al centro dell’attenzione (e la gente ovviamente pensa il contrario solo perché sei “di cricca”), tutto diventa perennemente in salita. Scopri che le persone attorno a te sviluppano delle aspettative, ma al contempo quasi sempre non corrisponderanno con le tue scelte e una scritta al neon si accenderà a intermittenza con la parola DELUDENTE sopra la tua fronte.

Arrivi ad un livello tale di isteria da non riconoscerti più e da mettere a rischio anche i rapporti più importanti, quelli più duraturi.

Fortunatamente persone attorno a te si rivelano fondamentali e arrivi a pensare “meno male che c’è tizio”, ti domandi se ti sia circondato delle persone giuste nel corso degli anni e se non sarebbe stato più giusto qualcuno mollarlo lungo il cammino.

Sei così saturo di tutto che arrivi a vaneggiare sul fatidico giorno, rischiando di idealizzarlo come il “salvezza day”, dovendoti così ridimensionare anche su questo aspetto perché non ti stai sposando per salvarti.

Vieni delusa, e tanto, da chi credevi fondamentale. Arrivi a chiederti se le persone a te care ti conoscano per davvero o se forse tu non le conosci più.

Guai a  pensare, anche solo per un attimo, che il matrimonio sia solo una questione tra te e il tuo sposo/a: DIMENTICATENE!

In poco tempo sarà diventata la relazione più affollata che tu abbia mai vissuto e questo significa anche dover accontentare più persone contemporaneamente. Ti sembrerà di non aver fatto altro che compiacere gli altri per tutta la vita.

Il titolo di campionessa di compromessi è tuo di diritto, inglobare rabbia ogni 2 minuti è sport nazionale, ma purtroppo chi paga la conseguenza del tuo nervosismo quasi mai lo merita davvero.

Sono tutte cose con cui devi entrare in confidenza e possibilmente imparare a conviverci per sopravvivere.

Però va detto che se il percorso verso il matrimonio fosse solo un processo negativo, nessuno si sposerebbe più.
Ecco perché in qui momenti no io mi sono fermata a ragionare e mi sono aggrappata a ciò che di bello mi sta circondando.

Come per esempio un’amica che scoppia a piangere vedendoti vestita da sposa, oppure il respiro di sollievo che tiri quando dai la caparra del ristorante perché sai che il gran giorno si sta avvicinando.
La prima prova del trucco e parrucco, o la consegna della partecipazione al mio unico nonno rimasto in vita…

Ne potrei raccontare molti altri di episodi, ma uno in particolare in questi mesi è stata motivo di riflessione profonda: si tratta della prima volta che sono entrata nella casa nuova, completamente da sola.

Lì, sul giardino ancora pieno di macerie, camminando tra i mattoni appena posati, mi sono resa conto che il sogno stesse diventando realtà.

Chi vi dirà dunque in generale che il cammino verso il matrimonio è una passeggiata, secondo me era fatto di droghe sintetiche.
Ho amiche che sono svenute ad entrambe le prove dell’abito da sposa per la tensione, altre che non avevano mai sofferto di allergie prima di allora, si sono riempite di ponfi che “La pimpa levate proprio”; per non parlare ovviamente di come diventiamo schiave dei fermenti e dei probiotici perché, tra problemi gastrointestinali di vario genere, lo stress prenuziale non ci da scampo.
Oppure penso a quelle spose che pur non mangiando per il nervoso, continuando a fare sport e vita regolare, non scendono di un etto ed entrano in palla per la taglia dell’abito da sposa.

E quando devi dividere gli ospiti nei vari tavoli?
“No, zia Lillina non può stare nel tavolo fragola perché con Zia Pinuccia ha litigato nel ’86 per una conserva di pomodori andata a male”. Cari invitati, ma l’avete capito che i vostri problemi personali a noi interessano relativamente ZERO?

Insomma, il rischio di far crollare tutto in pochi secondi esiste eccome. Io sono riuscita persino a rovinarmi l’addio al nubilato. Vi lascio immaginare l’ansia che mi porto dietro per il giorno del matrimonio.

Ogni tanto penso a tutte voi che di mestiere fate tutt’altro nella vita e che quindi riuscite a vivere questo cammino in maniera sicuramente più emotiva e meno razionale di quanto un operatore del settore possa fare, proprio come me.
Un po’ invidio la vostra emozione, l’ingenuità nello scoprire passo passo cosa dovrete fare e anche le sorprese che gli amici combineranno per voi sposi.

Per non parlare di quanto vorrei vestire i panni di quelle spose che vedo in perfetta sintonia con i propri genitori, che si fidano, si lasciano cullare e guidare verso il gran giorno. Siete fortunatissime e soprattutto siete ammirevoli nel riconoscere ai vostri cari un ruolo che io purtroppo, per lavoro e per carattere, non riesco a condividere o semplicemente a farmi aiutare.

Vi chiedo scusa se oggi sono stata un po’ lunga, ma sentivo di dovervi raccontare con sincerità quali sono stati i miei errori e anche quali sono le difficoltà che ho incontrato nel cammino.
Di una cosa però dovete essere certe sempre: non siete da sole in questo percorso, e il vostro compagno è lì a camminare con voi.

E per quanto a me per prima venga difficile mollare la posizione di comando, ammetto serenamente che senza Simone mi sarei persa in questi mesi. Lui per me è stato il porto sicuro in cui attraccare ogni qual volta la terra iniziava a tremare sotto i miei piedi. La persona dai consigli affidabili per i passi da compiere, il braccio pronto ad aiutarmi a rialzarmi dopo essere caduta. Il sostegno morale di ogni mia scelta difficile.

Dunque sì, manca solo 1 mese al nostro matrimonio e non vedo davvero l’ora.

A presto.

ML